Sono già passati sette anni dal giorno in cui decidemmo di dar
vita a una nuova modalità di impegno sociale che riuscisse a incrociare il fare
con il sognare. Così è nata “Liberarci dalle spine”. Questa esperienza di
pratica sociale non è solo volontariato; e nemmeno solo teoria politica, ma è
il giusto antidoto per contrastare l’enfasi prevalente dell’antipolitica.
In
questi anni molte cose sono state trasformate dalla voglia di migliorare e
dalla volontà di sperimentare, esplorare, scoprire e rinnovare. Al timone del
rinnovamento ci sono le richieste, le critiche ma anche la tanta voglia di fare
da parte di una moltitudine di ragazze e ragazzi che spesso non superano i vent’anni.
I nostri volontari
riscoprono ogni anno la voglia e il valore dell’ascolto, l’impegno a chiedere
il perché delle cose. E non usando qualche impersonale motore di ricerca su
internet, ma relazionandosi a chi certe storie le ha vissute. Con questa consapevolezza
abbiamo organizzato la settima edizione dei campi antimafie “Liberarci dalle spine”.
A Corleone abbiamo programmato i campi antimafia da aprile fino a novembre, con
una turnazione periodica di giovani e anziani volontari. Insieme ai soci lavoratori della cooperativa Lavoro e non
solo e alla Camera del lavoro di Corleone stiamo cercando di progettare e
costruire il cambiamento sociale della città che è stata per tanti anni simbolo
della mafia, per farla divenire quanto prima la comunità locale esemplare della
giustizia sociale.
Vogliamo
avvicinare a questa esperienza un numero sempre maggiore di corleonesi,
chiedendo loro di condividere la nostra presenza temporanea nella loro città. A
Corleone è in atto una vera e propria resistenza cui partecipano tanti
partigiani. Ed è straordinario pensare che tutto ciò abbia potuto avere un suo
inizio e oggi un suo consolidamento grazie all’impegno e allo spirito di
servizio comunitario che dei giovani corleonesi, cooperatori e amanti dell’agricoltura,
hanno potuto promuovere generando l’ammirazione e la solidarietà di tanti
ragazze e ragazzi sedicenni.
Quest’estate
dedicheremo particolare attenzione agli stili di vita e alla sostenibilità ambientale:
i pasti assumono un valore culturale, che privilegia i prodotti del territorio a
km zero, biologici e salutari poiché provenienti dalla cultura culinaria “povera”
del nostro paese. La scelta dell’Arci è anche quella di consumarli utilizzando
piatti in ceramica e bicchieri in vetro, eliminando l’uso della plastica, che causa un forte impatto ambientale negativo
in territori dove, tra l’altro, non è sempre presente la raccolta differenziata
dei rifiuti.
Ma come potremmo
costruire un percorso di speranza e di futuro senza conoscere fatti e ricordi
ricchi di memoria e come potremmo farlo senza la saggezza di tante ragazze e
tanti ragazzi di ieri? Ecco il ruolo e il compito dei volontari dello Spi Cgil,
che è parte integrante del progetto “Liberarci dalle spine”. Insieme
condividiamo la volontà di aiutare i ragazzi e le ragazze a «imparare a fare le
cose difficili», come diceva Gianni Rodari, e far riscoprire loro il gusto e il
valore di tanti politici che, come Pio La Torre, hanno combattuto la mafia
sacrificando la propria vita per il benessere di tanti.
Per tutte
queste ragioni Corleone, con il progetto “Liberarci dalle spine”, può divenire
un vero laboratorio di pratica concreta di rigenerazione della politica.
Calogero Parisi (presidente della cooperativa Lavoro e non solo)
Maurizio Pascucci (coordinatore del progetto Liberarci dalle spine)
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