martedì 26 giugno 2012

Fare e sognare insieme


Sono già passati sette anni dal giorno in cui decidemmo di dar vita a una nuova modalità di impegno sociale che riuscisse a incrociare il fare con il sognare. Così è nata “Liberarci dalle spine”. Questa esperienza di pratica sociale non è solo volontariato; e nemmeno solo teoria politica, ma è il giusto antidoto per contrastare l’enfasi prevalente dell’antipolitica.
In questi anni molte cose sono state trasformate dalla voglia di migliorare e dalla volontà di sperimentare, esplorare, scoprire e rinnovare. Al timone del rinnovamento ci sono le richieste, le critiche ma anche la tanta voglia di fare da parte di una moltitudine di ragazze e ragazzi che spesso non superano i vent’anni.
I nostri volontari riscoprono ogni anno la voglia e il valore dell’ascolto, l’impegno a chiedere il perché delle cose. E non usando qualche impersonale motore di ricerca su internet, ma relazionandosi a chi certe storie le ha vissute. Con questa consapevolezza abbiamo organizzato la settima edizione dei campi antimafie “Liberarci dalle spine”. A Corleone abbiamo programmato i campi antimafia da aprile fino a novembre, con una turnazione periodica di giovani e anziani volontari. Insieme ai soci lavoratori della cooperativa Lavoro e non solo e alla Camera del lavoro di Corleone stiamo cercando di progettare e costruire il cambiamento sociale della città che è stata per tanti anni simbolo della mafia, per farla divenire quanto prima la comunità locale esemplare della giustizia sociale.
Vogliamo avvicinare a questa esperienza un numero sempre maggiore di corleonesi, chiedendo loro di condividere la nostra presenza temporanea nella loro città. A Corleone è in atto una vera e propria resistenza cui partecipano tanti partigiani. Ed è straordinario pensare che tutto ciò abbia potuto avere un suo inizio e oggi un suo consolidamento grazie all’impegno e allo spirito di servizio comunitario che dei giovani corleonesi, cooperatori e amanti dell’agricoltura, hanno potuto promuovere generando l’ammirazione e la solidarietà di tanti ragazze e ragazzi sedicenni.
Quest’estate dedicheremo particolare attenzione agli stili di vita e alla sostenibilità ambientale: i pasti assumono un valore culturale, che privilegia i prodotti del territorio a km zero, biologici e salutari poiché provenienti dalla cultura culinaria “povera” del nostro paese. La scelta dell’Arci è anche quella di consumarli utilizzando piatti in ceramica e bicchieri in vetro, eliminando l’uso della plastica, che causa un forte impatto ambientale negativo in territori dove, tra l’altro, non è sempre presente la raccolta differenziata dei rifiuti.
Ma come potremmo costruire un percorso di speranza e di futuro senza conoscere fatti e ricordi ricchi di memoria e come potremmo farlo senza la saggezza di tante ragazze e tanti ragazzi di ieri? Ecco il ruolo e il compito dei volontari dello Spi Cgil, che è parte integrante del progetto “Liberarci dalle spine”. Insieme condividiamo la volontà di aiutare i ragazzi e le ragazze a «imparare a fare le cose difficili», come diceva Gianni Rodari, e far riscoprire loro il gusto e il valore di tanti politici che, come Pio La Torre, hanno combattuto la mafia sacrificando la propria vita per il benessere di tanti.
Per tutte queste ragioni Corleone, con il progetto “Liberarci dalle spine”, può divenire un vero laboratorio di pratica concreta di rigenerazione della politica.

Calogero Parisi (presidente della cooperativa Lavoro e non solo)
Maurizio Pascucci (coordinatore del progetto Liberarci dalle spine)

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