Il diario di
Francesco, Albino, Moreno e Giuseppe, attivisti delle Leghe dello Spi Cgil Metropolitano di
Venezia e Mira, che a Torchiarolo, in provincia di Brindisi, hanno preso parte
alla vendemmia nei campi confiscati a un boss della Sacra corona unita.
Giovedì 6 settembre
2012: siamo partiti in treno da Venezia alle ore 5.00, e
siamo arrivati
alle ore 15.00 alla
Stazione San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi. Dieci ore di viaggio, solo 3 fermate e più
di mille chilometri.
Ci aspettano Francesco Pucce, responsabile dell’ARCI e Alessandra, di Padova.
Ora il gruppo del
Veneto è al completo: Francesco, responsabile della logistica
della villa ci
accompagna al nostro alloggio che dividiamo con Bruna, Sonia
e Martino da Forlì, Franca e Giancarlo da Lecco, Enzo, Francesco e Miris da
Ravenna, Isaia e Giovanni da Bergamo.Siamo a Torchiarolo, terra
di Puglia, e siamo venuti a vendemmiare nelle terre confiscate alla mafia.
La villa confiscata
al boss Tonino Scredi, con 40 ettari coltivati a vigneti e ulivi, è
immensa, sperduta
nella campagna, in una distesa di vigneti e ulivi, un mare verde che tocca
l’orizzonte e sembra un fortino. Non ci sono abitazioni nei dintorni. Oltre a
essere stata la residenza del boss, era il centro d’arrivo e della distribuzione di
sigarette, vino al metanolo, droga, armi e traffico di esseri umani. Tonino Screti
controllava la parte sud di Brindisi ed era il cassiere della Sacra Corona Unita, anche
se non era mai stato affiliato.
All’interno della
villa c’è anche una chiesa consacrata dal Vescovo di Lecce, in cui i sacerdoti
celebravano la messa per la famiglia e gli amici del boss e in questo stesso luogo si
facevano anche i riti di iniziazione per gli affiliati. Oltre a quelle
citate, un'altra drammatica attività che si svolgeva all’interno della villa era il traffico
d’armi: il tritolo che uccise Falcone veniva proprio dal Comune di Misagne, dove
abitava il boss supremo della Sacra Corona Unita, Rogoli, anche lui poi arrestato.
In questa villa
venivano prese le decisioni per i traffici, le alleanze, le ritorsioni, le estorsioni, i
ricatti, il riciclo di danaro sporco, le uccisioni e le violenze in tutto il territorio, per
diffondere il rispetto attraverso la paura.
Tonino Scredi era
diventato il padrino della zona e aveva sostituito le regole mafiose alla leggi
dello Stato, oggi Tonino Scredi, dopo aver scontato la pena alloggia e lavora
alla tenuta Monte di Albano Carrisi, amico d’infanzia.
Nel 1997 con la
legge “La Torre” cominciano le procedure per le confische dei beni.
Nel 2007 avviene la
confisca dei terreni.
Nel 2009 finalmente
la confisca della villa (che lui semi distrugge all’interno, poi patteggia e
collabora con la giustizia e gli vengono dati gli arresti domiciliari).
I beni confiscati
vengono messi all’asta, ma per due volte questa va deserta per pressioni e minacce
da parte della mafia. Alla terza asta viene acquistata dalla Regione Puglia che
vince grazie alla rinuncia sull’ipoteca della Banca Popolare.
I beni confiscati
sono ora di proprietà del Comune di Torchiarolo.
La Cooperativa “TERRA
DI PUGLIA – LIBERA TERRA” ha in concessione i terreni
per lavorarli.
Alle 16.00 siamo
tutti riuniti sotto il portico della villa per conoscerci. Bruna e
Martino di Forlì,
hanno l’esperienza dell’anno precedente, conoscono la casa ed il
territorio e questo
ci è molto utile.
Francesco dell’ARCI,
sempre disponibile ad ogni necessità, ci spiega le cose
fondamentali e ci
sistemiamo nelle stanze.
La villa, per i
danni fatti dal boss, è stata parzialmente riparata, la cucina è l’unica
stanza attrezzata,
il resto delle stanze sono completamente spoglie, ci sono delle
brande con
materassini gonfiabili, tutti hanno capito: la villa è spartana e la vita
all’interno sarà
spartana.
Io, Francesco,
Albino, Giuseppe ci sistemiamo in una stanza, un gruppetto di
donne in un'altra,
in altre due stanze si mettono i maschi restanti.
Si organizza la
cucina, si preparano i turni giornalieri fra chi cucina, fa le pulizie e
va nei campi e
tramite un accordo con la Coop di Lecce, definito “brutti ma buoni”,
veniamo riforniti di
grandi quantità di cibo gratuitamente.
I compagni del
Veneto fanno un giro della villa e si rendono conto che alcune cose
non funzionano e
devono essere riparate. Bisogna sistemare una doccia del bagno,
un fornello in
cucina, sistemare la griglia; alcune stanze sono senza porte, bisogna
intervenire,
brandine e materassi da sistemare, mettere le luci in parti della villa che
non ci sono e tante
altre piccole cose per rendere più confortevole la permanenza. È materia nostra! Siamo
specialisti delle feste del tesseramento dello SPI e di Liberetà.
La villa si riempie
di voci, dialetti, battute, si canta e si ride.
Venerdì 7 settembre
2012: tutte le mattine sveglia alle 4.30, si fa la
colazione, il
gruppo destinato ai
campi alle 5.00 deve essere al lavoro.
Giulio, responsabile
della cooperativa, ci spiega che l’uva non ha ancora la
gradazione giusta e
bisogna aspettare ancora per la vendemmia, allora con la
zappa si va
estirpare l’erba sotto le viti, vanno potati i rami delle viti più lunghi per
rinforzare le basi. Nei campi si trovano
le lavoratrici (quasi tutte donne) della cooperativa che ci raccontano del loro
lavoro, delle loro vite, e del luogo “STORIE DI VITA”.
Al ritorno si
trovano vassoi di frutta, ci si riposa, si legge e si parla in attesa del pranzo.
Tutti i pomeriggi
alle 16.00 c’è la formazione coordinata da Federica Facioni
dell’ARCI, una
ragazza simpaticissima. Ci si raggruppa
sotto il portico e ogni giorno ci sono delle persone esterne che portano le loro
esperienze di lotta all’illegalità e alla mafia.
Abbiamo conosciuto
Ermanno Manca, coordinatore dell’associazione anti-racket della provincia di
Brindisi formata da nove associazioni che dal 1991 lavorano nel territorio per
aiutare la gente ad uscire dall’omertà e dalla paura e che ha permesso poi di sgominare la
rete mafiosa con l’operazione della polizia chiamata “Falco”, che ha portato all’arresto
contemporaneo di 46 cellule più il boss. Per questo suo
impegno ha subito vari attentati, compresa l’esplosione della macchina e l’incendio
della casa.
Sabato 8 settembre
2012: siamo andati nella sede della cooperativa e
con il
presidente e un
rappresentate di “Libera” abbiamo parlato di come si lavora in
territori di mafia.
Domenica 9 settembre
2012, giorno di riposo, si organizza una giornata
al mare,
si prepara il cibo,
la frutta, verdure, tavole sedie e tovaglie. Si parte con tre
pulmini, alle dieci si arriva in spiaggia, ci sistemiamo, sembra un accampamento.
Lunedì 10 settembre
2012: È venuto il corpo della forestale, con sede
a Brindisi,
in un locale
confiscato, che segue tutta la parte dell’ecomafia, in particolare la
gestione dei
rifiuti.
Martedì 11 settembre
2012: Abbiamo conosciuto anche Michele
Sciacovelli di 37
anni, un fuoriuscito dalla mafia che ha trascorso 7 anni di carcere e ci ha
raccontato la sua
toccante esperienza.
Mercoledì 12
settembre 2012: è arrivato un gruppo di 20 scouts, si
sistemano con
le tende in un lato
del giardino, ci dicono che loro sono organizzati e autonomi, ma
noi con delle assi
costruiamo delle tavole e le mettiamo assieme alle nostre sotto i
portici e così dalla
sera stessa non permettiamo loro di rimanere in disparte e si
mangia tutti
assieme, 15 anziani e 20 giovani, canti e scherzi a non finire.
Giovedì 13 settembre
2012: Si comincia finalmente la vendemmia, si
parte con le
forbici, ci sono
anche i ragazzi, è davvero una bella giornata. I trattorini, con
piccoli rimorchi, si infilano nei filari, ognuno di noi ha la sua cesta, la si riempie e si
svuota nel rimorchio e quando è pieno si svuota nel grande carro. Dei ragazzi nessuno
l’ha mai fatto, ma si divertono da matti, anche per qualcuno di noi è una nuova
esperienza, è la prima volta che vendemmia. Qui si produce il “Negroamaro”
e il “Primitivo”, due vini buoni da 13/15°, dal sapore forte imbottigliati
e venduti con l’etichetta “Libera Terra - Libera Puglia”. La sera, stanchi si
va a letto non prima di aver fatto la coda ai bagni, ma non si riesce a dormire
subito; si parla della giornata, si parla a voce alta, poi piano piano il tono diminuisce e
viene sostituito dal silenzio.
Il nostro gruppo,
con Checco, capo cuoco, si è prodigato in una mega grigliata, una carbonara da
leccarsi i baffi, una spaghettata aglio, olio e peperoncino all’una di notte, e un pranzo
che ci ha procurato un lungo applauso da parte di tutti, a base di “sardee in saor”.
Giovedì notte un
terrificante temporale allaga tutto il giardino attorno alla villa, bisogna correre
fuori ad aiutare i ragazzi con le tende allagate, si apre l’enorme garage e i ragazzi
inzuppati dormono lì. Quella notte si dorme poco. Giulio, Segretario
della Lega SPI di Torchiarolo, gentilissimo, nei momenti di pausa ci porta in giro a
visitare i paesi lì attorno, dei bellissimi siti archeologici e monasteri antichissimi, ci
racconta che tempo fa la tenuta ha subito l’ennesima intimidazione con l’incendio di
una parte delle viti.
Mercoledì lo SPI
organizza una serata di festa in villa a conclusione dei campi per
quest’anno. Gran lavoro di
preparazione e poi cena finale tutti assieme. È presente lo SPI
Nazionale con Ivan Perdetti, lo SPI Regionale e Provinciale, la CGIL, alcuni
Magistrati e le Autorità locali: a tutti è stato chiesto di mantenere e continuare questa
bellissima esperienza.
Noi del Veneto
decidiamo di partire un giorno prima, sabato 15 anziché domenica,
per partecipare all’iniziativa
dello SPI e dell’ARCI sulle esperienze fatte in tutti i
campi della legalità.
Si svolge a Milano Marittima e lì incontriamo Fabretti del
Dipartimento Legalità
Nazionale e Toccane Segretario Regionale del Veneto, si
parla di progetti
futuri.
Venerdì 14 settembre
2012: diventa la serata degli addii con una mega
frittata
innaffiata con del
buon vino, gli scambi di indirizzi e dei numeri di telefoni, e
l’impegno a
ritrovarsi, ma soprattutto la riconferma di un impegno portato nei campi
di Torchiarolo ma
anche da riportare nella vita sindacale di Venezia e la volontà
continua a ricordare
e a raccontare senza retorica ma con tanta commozione.
Moreno Raccanello e altri…
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