giovedì 22 novembre 2012

La nostra vendemmia nelle terre confiscate ai mafiosi


Il diario di Francesco, Albino, Moreno e Giuseppe, attivisti delle Leghe dello Spi Cgil Metropolitano di Venezia e Mira, che a Torchiarolo, in provincia di Brindisi, hanno preso parte alla vendemmia nei campi confiscati a un boss della Sacra corona unita.

 Giovedì 6 settembre 2012: siamo partiti in treno da Venezia alle ore 5.00, e siamo arrivati
alle ore 15.00 alla Stazione San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi. Dieci ore di viaggio, solo 3 fermate e più di mille chilometri.
Ci aspettano Francesco Pucce, responsabile dell’ARCI e Alessandra, di Padova. 
Ora il gruppo del Veneto è al completo: Francesco, responsabile della logistica
della villa ci accompagna al nostro alloggio che dividiamo con Bruna, Sonia e Martino da Forlì, Franca e Giancarlo da Lecco, Enzo, Francesco e Miris da Ravenna, Isaia e Giovanni da Bergamo.Siamo a Torchiarolo, terra di Puglia, e siamo venuti a vendemmiare nelle terre confiscate alla mafia.
La villa confiscata al boss Tonino Scredi, con 40 ettari coltivati a vigneti e ulivi, è
immensa, sperduta nella campagna, in una distesa di vigneti e ulivi, un mare verde che tocca l’orizzonte e sembra un fortino. Non ci sono abitazioni nei dintorni. Oltre a essere stata la residenza del boss, era il centro d’arrivo e della distribuzione di sigarette, vino al metanolo, droga, armi e traffico di esseri umani. Tonino Screti controllava la parte sud di Brindisi ed era il cassiere della Sacra Corona Unita, anche se non era mai stato affiliato.
All’interno della villa c’è anche una chiesa consacrata dal Vescovo di Lecce, in cui i sacerdoti celebravano la messa per la famiglia e gli amici del boss e in questo stesso luogo si facevano anche i riti di iniziazione per gli affiliati. Oltre a quelle citate, un'altra drammatica attività che si svolgeva all’interno della villa era il traffico d’armi: il tritolo che uccise Falcone veniva proprio dal Comune di Misagne, dove abitava il boss supremo della Sacra Corona Unita, Rogoli, anche lui poi arrestato.
In questa villa venivano prese le decisioni per i traffici, le alleanze, le ritorsioni, le estorsioni, i ricatti, il riciclo di danaro sporco, le uccisioni e le violenze in tutto il territorio, per diffondere il rispetto attraverso la paura.
Tonino Scredi era diventato il padrino della zona e aveva sostituito le regole mafiose alla leggi dello Stato, oggi Tonino Scredi, dopo aver scontato la pena alloggia e lavora alla tenuta Monte di Albano Carrisi, amico d’infanzia.
Nel 1997 con la legge “La Torre” cominciano le procedure per le confische dei beni.
Nel 2007 avviene la confisca dei terreni.
Nel 2009 finalmente la confisca della villa (che lui semi distrugge all’interno, poi patteggia e collabora con la giustizia e gli vengono dati gli arresti domiciliari).
I beni confiscati vengono messi all’asta, ma per due volte questa va deserta per pressioni e minacce da parte della mafia. Alla terza asta viene acquistata dalla Regione Puglia che vince grazie alla rinuncia sull’ipoteca della Banca Popolare.
I beni confiscati sono ora di proprietà del Comune di Torchiarolo.
La Cooperativa “TERRA DI PUGLIA – LIBERA TERRA” ha in concessione i terreni
per lavorarli.
Alle 16.00 siamo tutti riuniti sotto il portico della villa per conoscerci. Bruna e
Martino di Forlì, hanno l’esperienza dell’anno precedente, conoscono la casa ed il
territorio e questo ci è molto utile.
Francesco dell’ARCI, sempre disponibile ad ogni necessità, ci spiega le cose
fondamentali e ci sistemiamo nelle stanze.
La villa, per i danni fatti dal boss, è stata parzialmente riparata, la cucina è l’unica
stanza attrezzata, il resto delle stanze sono completamente spoglie, ci sono delle
brande con materassini gonfiabili, tutti hanno capito: la villa è spartana e la vita
all’interno sarà spartana.
Io, Francesco, Albino, Giuseppe ci sistemiamo in una stanza, un gruppetto di
donne in un'altra, in altre due stanze si mettono i maschi restanti.
Si organizza la cucina, si preparano i turni giornalieri fra chi cucina, fa le pulizie e
va nei campi e tramite un accordo con la Coop di Lecce, definito “brutti ma buoni”,
veniamo riforniti di grandi quantità di cibo gratuitamente.
I compagni del Veneto fanno un giro della villa e si rendono conto che alcune cose
non funzionano e devono essere riparate. Bisogna sistemare una doccia del bagno,
un fornello in cucina, sistemare la griglia; alcune stanze sono senza porte, bisogna
intervenire, brandine e materassi da sistemare, mettere le luci in parti della villa che
non ci sono e tante altre piccole cose per rendere più confortevole la permanenza. È materia nostra! Siamo specialisti delle feste del tesseramento dello SPI e di Liberetà.
La villa si riempie di voci, dialetti, battute, si canta e si ride.

Venerdì 7 settembre 2012: tutte le mattine sveglia alle 4.30, si fa la colazione, il
gruppo destinato ai campi alle 5.00 deve essere al lavoro.
Giulio, responsabile della cooperativa, ci spiega che l’uva non ha ancora la
gradazione giusta e bisogna aspettare ancora per la vendemmia, allora con la
zappa si va estirpare l’erba sotto le viti, vanno potati i rami delle viti più lunghi per
rinforzare le basi. Nei campi si trovano le lavoratrici (quasi tutte donne) della cooperativa che ci raccontano del loro lavoro, delle loro vite, e del luogo “STORIE DI VITA”.
Al ritorno si trovano vassoi di frutta, ci si riposa, si legge e si parla in attesa del pranzo.
Tutti i pomeriggi alle 16.00 c’è la formazione coordinata da Federica Facioni
dell’ARCI, una ragazza simpaticissima. Ci si raggruppa sotto il portico e ogni giorno ci sono delle persone esterne che portano le loro esperienze di lotta all’illegalità e alla mafia.

Abbiamo conosciuto Ermanno Manca, coordinatore dell’associazione anti-racket della provincia di Brindisi formata da nove associazioni che dal 1991 lavorano nel territorio per aiutare la gente ad uscire dall’omertà e dalla paura e che ha permesso poi di sgominare la rete mafiosa con l’operazione della polizia chiamata “Falco”, che ha portato all’arresto contemporaneo di 46 cellule più il boss. Per questo suo impegno ha subito vari attentati, compresa l’esplosione della macchina e l’incendio della casa.

Sabato 8 settembre 2012: siamo andati nella sede della cooperativa e con il
presidente e un rappresentate di “Libera” abbiamo parlato di come si lavora in
territori di mafia.

Domenica 9 settembre 2012, giorno di riposo, si organizza una giornata al mare,
si prepara il cibo, la frutta, verdure, tavole sedie e tovaglie. Si parte con tre pulmini, alle dieci si arriva in spiaggia, ci sistemiamo, sembra un accampamento.

Lunedì 10 settembre 2012: È venuto il corpo della forestale, con sede a Brindisi,
in un locale confiscato, che segue tutta la parte dell’ecomafia, in particolare la
gestione dei rifiuti.

Martedì 11 settembre 2012: Abbiamo conosciuto anche Michele Sciacovelli di 37
anni, un fuoriuscito dalla mafia che ha trascorso 7 anni di carcere e ci ha
raccontato la sua toccante esperienza.

Mercoledì 12 settembre 2012: è arrivato un gruppo di 20 scouts, si sistemano con
le tende in un lato del giardino, ci dicono che loro sono organizzati e autonomi, ma
noi con delle assi costruiamo delle tavole e le mettiamo assieme alle nostre sotto i
portici e così dalla sera stessa non permettiamo loro di rimanere in disparte e si
mangia tutti assieme, 15 anziani e 20 giovani, canti e scherzi a non finire.

Giovedì 13 settembre 2012: Si comincia finalmente la vendemmia, si parte con le
forbici, ci sono anche i ragazzi, è davvero una bella giornata. I trattorini, con piccoli rimorchi, si infilano nei filari, ognuno di noi ha la sua cesta, la si riempie e si svuota nel rimorchio e quando è pieno si svuota nel grande carro. Dei ragazzi nessuno l’ha mai fatto, ma si divertono da matti, anche per qualcuno di noi è una nuova esperienza, è la prima volta che vendemmia. Qui si produce il “Negroamaro” e il “Primitivo”, due vini buoni da 13/15°, dal sapore forte imbottigliati e venduti con l’etichetta “Libera Terra - Libera Puglia”. La sera, stanchi si va a letto non prima di aver fatto la coda ai bagni, ma non si riesce a dormire subito; si parla della giornata, si parla a voce alta, poi piano piano il tono diminuisce e viene sostituito dal silenzio.
Il nostro gruppo, con Checco, capo cuoco, si è prodigato in una mega grigliata, una carbonara da leccarsi i baffi, una spaghettata aglio, olio e peperoncino all’una di notte, e un pranzo che ci ha procurato un lungo applauso da parte di tutti, a base di “sardee in saor”.
Giovedì notte un terrificante temporale allaga tutto il giardino attorno alla villa, bisogna correre fuori ad aiutare i ragazzi con le tende allagate, si apre l’enorme garage e i ragazzi inzuppati dormono lì. Quella notte si dorme poco. Giulio, Segretario della Lega SPI di Torchiarolo, gentilissimo, nei momenti di pausa ci porta in giro a visitare i paesi lì attorno, dei bellissimi siti archeologici e monasteri antichissimi, ci racconta che tempo fa la tenuta ha subito l’ennesima intimidazione con l’incendio di una parte delle viti.
Mercoledì lo SPI organizza una serata di festa in villa a conclusione dei campi per
quest’anno. Gran lavoro di preparazione e poi cena finale tutti assieme. È presente lo SPI Nazionale con Ivan Perdetti, lo SPI Regionale e Provinciale, la CGIL, alcuni Magistrati e le Autorità locali: a tutti è stato chiesto di mantenere e continuare questa bellissima esperienza.
Noi del Veneto decidiamo di partire un giorno prima, sabato 15 anziché domenica,
per partecipare all’iniziativa dello SPI e dell’ARCI sulle esperienze fatte in tutti i
campi della legalità. Si svolge a Milano Marittima e lì incontriamo Fabretti del
Dipartimento Legalità Nazionale e Toccane Segretario Regionale del Veneto, si
parla di progetti futuri.

Venerdì 14 settembre 2012: diventa la serata degli addii con una mega frittata
innaffiata con del buon vino, gli scambi di indirizzi e dei numeri di telefoni, e
l’impegno a ritrovarsi, ma soprattutto la riconferma di un impegno portato nei campi
di Torchiarolo ma anche da riportare nella vita sindacale di Venezia e la volontà
continua a ricordare e a raccontare senza retorica ma con tanta commozione.

Moreno Raccanello e altri…

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